Irresponsabili?
Della Global Sumud Flotilla e del governo italiano.
Le parole di Maria Elena Delia, portavoce della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla, a seguito delle dichiarazioni di Meloni e Mattarella:
https://youtu.be/uYYL-t4_Gnc?si=JG_t9ozl8VGzt_S3
L'imbarcazione italiana della Flotilla viene attaccata e il Governo italiano chiede agli attivisti di ritirarsi, di fermarsi a Cipro e di far arrivare gli aiuti a Gaza mediante il Patriarcato Latino di Gerusalemme.
Appena senti questa notizia ti sembra quasi una buona proposta. E invece no.
La richiesta del Governo italiano sembra seguire lo stesso meccanismo delle richieste che ricevono le ragazze che vanno in discoteca, si mostrano scollate e vengono stuprate: si chiede di ritirarsi, di evitare il pericolo, si carica di responsabilità la vittima; e infatti Meloni li ha definiti "irresponsabili" coloro che sono partiti con la Global Sumud Flotilla, e li ha dipinti negativamente mentre lei sembra presentarsi come una paladina arrivata per rimettere le cose a posto.
È un meccanismo che purtroppo funziona, che convince, ma se ci si scava attorno se ne scopre la fallacia.
La proposta del governo non tiene conto del fatto che la Global Sumud Flotilla vuole sì portare aiuti umanitari, ma ha anche fra gli obiettivi quello di rivendicare il diritto di navigare per le acque internazionali liberamente, di dimostrare che il bblocconavale e gli attacchi israeliani sono illegittimi.
Ma al nostro governo ciò non conviene, perché è complice di Israele, e se accadesse qualcosa agli attivisti a causa di un attacco israeliano non potrebbe chiudere gli occhi: un paese straniero starebbe attaccato civili senza una valida motivazione. L'ipotesi forse preoccupa i nostri politici, poichè significherebbe dover incrinare i rapporti con Israele, e dunque tutti sostengono Meloni che, argutamente, riesce a spostare il focus del discorso dalla violenza di Israele alla da lei presunta "irresponsabilità" degli attivisti che si sono imbarcati in questa missione.
Sembra quasi saggia Meloni, mentre chiede il rientro, mentre appare preoccupata per l'incolumità di questi figli irresponsabili. Invece a me il tutto sembra solo una grande paraculata: questa richiesta come la proposta di far arrivare gli aiuti umanitari grazie all'appoggio del Patriarcato; un modo di evitare battibecchi con l'amico Israele e allo stesso tempo di ripulirsi la faccia ora che il vento inizia a tirare a sfavore, come dire: «Guardate quanto siamo bravi, vi evitiamo pericoli e consegniamo gli aiuti per voi»; come se ci tenessero, come se gliene fosse mai fregato nulla.
Io ci vedo ipocrisia, più che saggezza, e una capacità oratoria volta alla disinformazione e a raccogliere consensi non indifferente.
E se a qualcuno sembra egoista da parte degli attivisti rifiutare questa proposta allora anche questo qualcuno ha forse perso il focus del discorso. È necessario far arrivare aiuti, ma i palestinesi non li possiamo aiutare senza smascherare definitivamente Israele, senza metterlo nei guai con i paesi suoi complici, e questo non si può fare rinunciando alla missione, perché cedere significa ammettere che Israele ha il potere di fare ciò che vuole, di controllarci, di attaccarci senza conseguenze in acque internazionali, e ciò non è ammissibile.

